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- Come diventare soci del CSV
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- Cos'è un Centro di Servizio per il Volontariato?
- Con che fondi sono finanziati i Centri?
- Cosa fa un Centro Servizi?
- Cosa non può fare un Centro di Servizio?
- Come faccio a usufruire dei Servizi del CSV Vercelli?
- Che tipo di servizi posso richiedere al CSV Vercelli?
- Come si fa a costituire un’ associazione?
Cos'è un Centro di Servizio per il Volontariato?
I Centri di Servizio sono organismi previsti dall'art. 15 della legge sul volontariato n. 266/91, hanno lo scopo di sostenere e qualificare l'attività delle organizzazioni di volontariato, sono gestiti dalle organizzazioni di volontariato e finanziati attraverso fondi regionali costituiti da quote versate dalle fondazioni bancarie non inferiori a un quindicesimo dei propri proventi al netto delle spese di funzionamento.
Con che fondi sono finanziati i Centri?
I Centri di Servizio, benché previsti da una legge dello stato, non sono statali e sono finanziati con una quota (1/15) degli utili delle fondazioni bancarie presenti nella regione di appartenenza. Questi fondi sono versati dalle fondazioni al Comitato di Gestione presso la Regione che poi li rende disponibili al Centro.
I Centri forniscono vari tipi di supporto e aiuto alle associazioni di volontariato: dalla consulenza, all'accompagnamento alla progettazione sociale; dall'organizzazione di corsi di formazione alla divulgazione di notizie utili alle associazioni. I Centri di Servizio valorizzano competenze e le esperienze locali, favorendo lo scambio, la messa in rete, la progettazione e la gestione comune delle iniziative tra le diverse organizzazioni.
Concretamente, i servizi offerti sono di informazione, promozione, comunicazione, documentazione, banca dati, consulenza, formazione, sostegno alla progettazione, orientamento al volontariato e logistica.
Cosa non può fare un Centro di Servizio?
Il C.S.V. è una struttura che può offrire unicamente servizi alle associazioni. Non può in alcun modo finanziare l'attività ordinaria delle associazioni né sostituirsi ad esse nell'espletamento della loro attività.
Se sei un associazione che non ha mai utilizzato i nostri servizi devi innanzitutto portarci lo statuto, per verificare che obiettivi, attività e destinatari siano conformi ai requisiti che noi chiediamo.
Noi controlleremo il tuo statuto e ti faremo sapere se puoi cominciare a utilizzare i servizi che il nostro centro di servizio eroga.
Che tipo di servizi posso richiedere al CSV Vercelli?
Il csv offre alle associazioni che da statuto possiedono i requisiti richiesti, socie o non socie del csv vari servizi. Dalla copisteria, all’utilizzo della sede come sede legale, per riunioni o brevi corsi di formazione. Prenotando poi con anticipo si possono utilizzare attrezzature quali: pc portatili, videoproiettori, lavagna luminosa.
Servizi come affitto spazi e sale per convegni o corsi di formazione, consulenze, progettazione grafica, promozione attività o eventi delle associazioni sono da richiedere tramite compilazione delle modulistica con un buon anticipo.
Le organizzazioni di volontariato e, in generale gli enti non profit, non sono rimasti estranei alle regole della privacy e, come tutti quei soggetti che eseguono un trattamento o lo subiscono, devono - salvo eccezioni - sottostare a precisi obblighi così come sono titolari di diritti.
Per saperne di più, riportiamo di seguito "La privacy per gli enti no profit", documento redatto da Confini On-line, Agenzia di Consulenza a cui si rivolge il del CSV Biella.
- Che cosa si intende per “progetto” e perché è così importante imparare a “progettare”?
Per imparare a progettare è necessario capire primariamente perché progettiamo. La progettazione non è in sé un fine, quanto piuttosto un’azione finalizzata a perseguire un obiettivo, dunque è essenzialmente uno strumento. Infatti se ci avvaliamo della pianificazione di risorse economiche e prestazioni (gratuite o meno che siano) evidentemente abbiamo uno scopo preciso, intendiamo raggiungere un risultato.
Spesso la progettazione viene identificata con il tentativo di riuscire a farsi approvare un progetto da un ente finanziatore, circostanza che in sé può rappresentare anche un passo importante, ma rimane un risultato intermedio, che acquista di senso se collegato ad un sistema di riferimento più vasto.
La progettazione degli interventi di un’associazione, infatti, non può essere fine a sé stessa, se lo è rischia di divenire una azione meramente opportunistica priva del connotato di azione sociale che contraddistingue la funzione dell’associazionismo di volontariato.
Tradotto significa raccolta fondi, ma se esaminato alla lettera, si scoprirà che il termine inglese raising ha tra i suoi significati anche quello di risorgere. Si può quindi capire come il fund raising non abbia solo a che fare con una mera operazione economica, ma sia un processo che vuole coinvolgere il cuore delle persone. Indica quell’insieme di tecniche e strategie finalizzate alla raccolta di fondi per sostenere le attività dell’ente non profit. Tra le azioni di fund raising maggiormente diffuse vi sono il mailing, cioè la sollecitazione alla donazione tramite l’invio di una lettera, l’organizzazioni di un evento, come una cena, uno spettacolo, un evento di piazza, un intrattenimento per bambinii, ecc.
Vi è poi la possibilità di rivolgersi a una impresa profit, chiedendo una sponsorizzazione o realizzando una vera e propria collaborazione.
Come può la mia ODV accedere al 5 per mille
Possono accedere al 5 per mille tutte le odv iscritte al registro provinciale. Per effettuare l’accreditamento. è necessario che l’ODV invii la domanda tramite l’aiuto di un commercialista (o del CSV di riferimento), durante la finestra di tempo stabilita ogni anno. Per dare validità all’accreditamente entro il 30 giugno l’Odv dovrà inviare all’agenzia delle entrate di competenza copia della ricevuta dell’accreditamento, autocertificazione e copia del documento di identità del legale rappresentante.
Bisogna però tener presente che essendo una norma per ora legata alla legge finanziaria, ogni anno è possibile che ci siano variazioni sia nei tempi che nelle modalità per l’accreditamento..
Che cos’è la “Più dai meno versi” e come può usufruirne la mia ODV?
In sostanza la legge innalza il tetto della deducibilità, da parte del donatore, che può essere una persona fisica o un’impresa, delle donazioni fatte a favore di vari soggetti del Terzo Settore, permettendo ai donatori di ottenere un risparmio di imposta maggiore rispetto a quello ottenuto in passato.
Chi può beneficiare della deducibilità:
Le persone fisiche e i soggetti IRES, cioè le aziende.
Chi può ricevere le donazioni deducibili:
Le Onlus di opzione e le onlus di diritto, e per quanto riguarda le organizzazioni di volontariato, quelle iscritte al registro provinciale del volontariato che tengano una contabilità analitica (a partita doppia)
Quali sono gli importi deducibili
Le donazioni possono avvenire sia in denaro che in beni.
Il limite della deducibilità, sia per le persone fisiche che per le imprese ammonta al 10% dla deduzione fino a un limite massimo di 70.000 euro. (deducibile significa che la somma donata viene sottratta dal reddito su cui poi si calcolano le imposte).
Il donatore può comunque scegliere tra l’applicazione della “legge sulle onlus”, e la “ dai – versi”.
In ogni caso per le persone fisiche risulta più conveniente l’applicazione della “ dai – versi”; per quanto riguarda le imprese, la convenienza dipende dalla redditività.
- Chi può partecipare al bando di selezione?
- Quanto dura un progetto di servizio civile e qual è l’impegno settimanale per un Volontario?
- Il servizio civile prevede permessi per i Volontari? E in caso di malattia come ci si comporta?
- È previsto un compenso per i Volontari, è tassato?
- I Volontari possono lavorare durante il servizio civile?
- Se sto svolgendo un progetto di servizio civile mi devo cancellare dalle liste di collocamento?
- Una volta terminato il servizio il Volontario deve richiedere un attestato?
- Quali benefit mi può garantire questo attestato?
- siano in possesso della cittadinanza italiana
- abbiano compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno di età (27 anni e 364 giorni alla scadenza del bando) compresi quelli che hanno già assolto i loro obblighi di leva o abbiano scelto l’obiezione coscienza
- godano dei diritti civili e politici
- non siano stati condannati con sentenza di primo grado per delitti non colposi commessi mediante violenza contro persone o per delitti riguardanti l’appartenenza a gruppi eversivi o di criminalità organizzata
- siano in possesso dell’idoneità fisica, certificata dagli organi del servizio sanitario nazionale, con riferimento allo specifico settore d’impiego per cui intendono concorrere.
- non abbiano già prestato servizio civile nazionale
- non abbiamo avuto rapporti di lavoro con l’ente presso cui vogliono presentare la domanda nell’anno precedente l’uscita del bando
- Dura 12 mesi a partire dalla data di avvio in servizio
- I progetti prevedono un monte ore annuo di 1400 ore con un impegno settimanale di 30 ore su 5/6 giorni
- Sì, prevede 20 giorni di permesso usufruibili nel corso dell’anno
- Il servizio civile tutela i volontari con 15 giorni di malattia. Sarà poi cura del Volontario far pervenire al proprio ente la relativa certificazione sanitaria esclusivamente sui moduli di prescrizione sanitaria rilasciata dai medici di base o dalle strutture della azienda sanitaria locale.
- Sì, pur non essendo equiparabile ad un compenso i volontari ricevono un assegno mensile di 433,80 € che viene accreditato su un libretto postale nominativo
- Tale somma è tassabile solo se il reddito complessivo annuale dei Volontari supera la soglia di minum tax prevista dall’agenzia per le entrate
- Il periodo di servizio civile è inoltre riconosciuto valido, per l'inquadramento economico e per la determinazione dell'anzianità lavorativa ai fini del trattamento previdenziale del settore pubblico e privato.
Se sto svolgendo un progetto di servizio civile mi devo cancellare dalle liste di collocamento?
Una volta terminato il servizio il Volontario deve richiedere un attestato?
Il Volontario che ha finito l'anno di servizio civile può fare domanda per il rilascio dell'attesstato di fine servizio utilizzando uno specifico modulo e consegnandolo all'ente, che lo inoltrerà all’Ufficio Nazionale del Servizio Civile. A sua volta questo ufficio provvederà ad inviare al domicilio del volontario l'attestato di fine servizio entro 90 giorni dal ricevimento della domanda inoltrata dall'Ente.
Quali benefit mi può garantire questo attestato?
L’anno di servizio civile svolto, viene valutato nei pubblici concorsi con le stesse modalità e lo stesso valore del servizio prestato presso gli enti pubblici.
- Che cos'è lo SVE?
Dà la possibilità a giovani dai 18 ai 30 anni di svolgere un progetto di volontariato in uno stato europeo in un periodo da 3 a 12 mesi. I progetti sono i più svariati e toccano tutte le tematiche.
Il CSV quindi può aiutare una ragazza o un ragazzo che desidera intraprendere questa esperienza nella ricerca del progetto più adatto, a verificare la disponibilità e a tenere i contatti con l’organizzazione, si incarica di tutte le pratiche burocratiche, dell’organizzazione del viaggio
L'Ufficio stampa
Quale è il metodo più corretto per preparare un comunicato stampa e quali sono le informazioni indispensabili che occorre riportare?
Occorre subito precisare che il comunicato stampa è quello specifico strumento che ha la finalità di informare i mass media. Occorre quindi che sia preciso, con tutte le informazioni indispensabili e che non ci si dilunghi troppo in notizie poco utili al giornalista. La redazione di un giornale riceve normalmente decine di comunicati stampa ogni giorno: ecco dunque che fare bene un comunicato stampa significa fornire le informazioni essenziali; sarà eventualmente il giornalista a contattarci, in un secondo tempo per avere maggiori approfondimenti.
Normalmente nel primo paragrafo (5 – 6 righe al massimo) dovrebbero già essere contenute tutte le informazioni indispensabili: chi – cosa – dove - quando – perché.
Solo dopo aver fornito tutto questo potremo approfondire, nei successivi paragrafi, l’evento di cui stiamo dando notizia, andando ad aggiungere particolari, dettagli, maggiori informazioni riportando se è necessario brevi citazioni di persone che abbiamo intervistato.
Una regola importante da rispettare (anche per agevolare il lavoro dei giornalisti): all’inizio verranno inserite le notizie più importanti, man mano che si va avanti nella stesura del comunicato stampa si forniranno le notizie meno importanti, che eventualmente potranno essere “tagliate” dal giornalista, ma che comunque non pregiudicheranno la valenza informativa del nostro comunicato.
Occorre sempre ricordarsi di inserire un riferimento per poter richiedere maggiori informazioni (oltre al numero di telefono, meglio è inserire nome e cognome specifico della persona a cui ci si può rivolgere).
Indicativamente un comunicato stampa non dovrebbe superare le 1.000 battute, e se spedito tramite mail, va inserito direttamente nel corpo della mail e non come allegato.
L’oggetto della mail dovrebbe contenere la denominazione dell’iniziativa o il titolo dell’evento e non “comunicato stampa” come informazione generica.
Con quali tempistiche deve essere inviato e quali sono le metodologie più efficaci affinchè possa essere pubblicato?
La tempistica dell’invio di un comunicato stampa è molto importante. Inviarlo troppo presto si corre il rischio che venga dimenticato dalla redazione di un giornale e seppellito sotto una montagna di altre notizie che giungono nel frattempo. D’altro canto inviarlo in ritardo significa non comunicare il nostro evento in tempi utili da permettere alle persone di essere informate, richiedere maggiori informazioni, prenotare posti (in caso di spettacoli ed altre iniziative).
Di norma il comunicato stampa va inviato una settimana – 10 giorni prima di un evento (un pò prima nel caso di manifestazioni che prevedono acquisto di bilgietti, prenotazioni di posti a sedere….). E’ molto utile per eventi importanti anche effettuare il cosiddetto “richiamo”, ossia contattare direttamente il giornalista per chiedere di replicare l’uscita (in versione anche ridotte… o con una breve) 2-3 giorni prima della data dal nostro evento.
In quale caso è utile allegare le immagini? Che tipo di immagine ? Che qualità devono avere?
Le immagine hanno un ruolo fondamentale a livello di impatto comunicativo di una iniziativa. Occorre che siano di buona qualità (120 – 200 dpi). Normalmente le immagini che raffigurano le persone o dettagli di esse (uno sguardo, un volto, un abbraccio, un insieme di persone…) sono quelle che i giornali preferiscono e risultano essere più significative nel contesto di un giornale.
Nel comunicato stampa può essere utile inserire l’indicazione di “foto iniziativa disponibili” in modo che il giornalista sia informato di avere anche delle immagine relative a quell’evento.
Le immagini vanno inviate in allegato, non più di 2 o 3, e il loro peso complessivo non deve superare i 500 – 600 Kb.
Si ricorda che le immagini scaricate da internet sono quasi sempre ricoperta da copyright (attenzione dunque) e che la pubblicazione di immagini che ritraggono minorenni deve essere espressamente autorizzata.
A quali mass media va indirizzato il comunicato stampa?
Più un evento ha una diffusione capillare e più c’è la probabilità che venga conosciuto e che le persone siano informate. Questo vuol dire operare su diversi canali di comunicazione. Non solo è opportuno indirizzare il nostro comunicato stampa ai giornali locali, ma anche crearsi dei contatti di emittenti radiofoniche e televisioni locali.
Il comunicato stampa inoltre può essere diffuso via internet e riportato sul sito dell’associazione nel caso questo fosse esistente.
fax 0161/219964 - mail segreteria.vercelli@acsv.it
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