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SEI IN: Spazio CSV :: Crisi che diventa Opportunità
E allora, questa crisi?
Purtroppo la crisi che ha colpito il nostro paese non poteva non avere ripercussioni sulle Fondazioni Bancarie e, di conseguenza, sui Centri Servizio.
La situazione non è rosea, ma ci sono realtà peggiori: la Lombardia, ad esempio, subirà ancora più pesantemente questa recessione, con tagli superiori ai nostri.
In Piemonte, si stima che i tagli saranno del 30/40 per cento nel 2010 e del 60 e 70 per cento per il biennio 2011 e 2012.
Il Consiglio direttivo di Vercelli lavora già da tempo per valutare la situazione e per cercare le soluzioni migliori.
Il rischio era addirittura la chiusura. Ma siamo convinti che a questa situazione si possa porre rimedio e che ci siano validissimi soluzioni non solo per uscire dalla crisi, ma anche per migliorare e valorizzare ulteriormente il centro.
In che senso?
Stiamo definendo una strategia di uscita da questa crisi. E siamo ottimisti.
Certamente bisognerà fare dei tagli, ma ogni rinuncia sarà compensata da una nuova opportunità e faremo di tutto per continuare a dare servizi alle associazioni, per promuovere al meglio la cultura del volontariato e per essere sempre più attivi nella sua diffusione…
Quale sarà la chiave di volta?
Bisogna ragionare su quale sia il patrimonio reale del CSV…e noi abbiamo risposto a questa questione decidendo di puntare sul nostro personale.
Secondo noi il rischio più grande è quello di essere tentati di licenziare le persone che invece sono e devono continuare ad essere una nostra grande ed insostituibile risorsa.
Così come i volontari delle associazioni?
Certamente…infatti, un nostro obiettivo è quello di trasformare le associazioni in risorse. Deve cambiare l’immagine del CSV e i volontari devono essere parte del processo di erogazione dei servizi e di promozione del volontariato…
Come si vuole trasformare il CSV?
Il Centro Servizi non può più essere un bancomat per le associazioni, un mero erogatore di servizi.
Deve essere un promotore, un protagonista sociale che promuove il volontariato, propone iniziative, si fa organizzatore di eventi e di attività.
Vogliamo certo sempre garantire i servizi di base, fondamentali per le associazioni, ma puntare ad un salto di qualità, concentrandoci sulle consulenze, sulla formazione, sulla comunicazione e sulla qualificazione del nostro personale.
Il nostro percorso è stato parallelo a quello degli altri centri di Novara e Biella…e, anche se con percorsi diversi, alla fine, siamo arrivati tutti alla stessa conclusione: i CSV per sopravvivere devono evolversi, diventare da semplici erogatori di servizi a veri promotori del volontariato.
In questo modo, non risentiremo più delle crisi congiunturali, ma potremo pianificare vere strategie d’azione per portare avanti serenamente i nostri progetti.
Come usciranno quindi le Associazioni di volontariato da questo momento di crisi?
Di sicuro saranno più forti e qualificate.
Non vogliamo negare che ci dovranno essere delle economie, dei tagli...saranno necessari per garantire la sopravvivenza del centro. Ma la crisi non porterà ad un impoverimento del CSV o delle associazioni.
Siamo convinti di poter trasformare la crisi in opportunità. Ogni taglio sarà compensato da un nuovo beneficio, da un ulteriore impegno del centro nella promozione del volontariato e nel sostegno delle O.d.V.
Questa trasformazione è solo legato al momento attuale, alla crisi?
Non solo, il mutamento del ruolo del CSV è legato anche al cambiamento del ruolo delle Associazioni di Volontariato nella società italiana. Sono diventate sempre più importanti, con ruoli chiave nella nostra realtà…sono diventate un elemento forte, insostituibile... Tanto che è stato modificato l’articolo 118 della costituzione italiana…articolo che prevede che il cittadino, singolo o associato, che si impegni nella sussidiarietà non debba essere ostacolato dalla Stato, ma aiutato e favorito fin dove possibile.
Pensiamo alle associazioni che si occupano di salute...cosa accadrebbe se non ci fossero più? Se mancassero, ad esempio, i volontari che si impegnano nel trasporto degli ammalati? Si creerebbe un vuoto difficile da colmare…
Anche senza queste difficoltà economiche, siamo convinti che il nostro ruolo sarebbe comunque dovuto cambiare. La crisi magari ha accelerato i tempi…ma ormai siamo consapevoli che dobbiamo evolverci per occupare appieno il posto che ci è stato riservato nella società.
Questa nuova fase vuole essere un voltare pagina, un rinnegare quanto fatto in passato?
Certo che no…si tratta solo di una fase diversa...in passato si è già lavorato benissimo, bisogna rendere merito ai passati consiglieri e agli operatori, non vogliamo certo criticare quanto è stato fatto, ma solo adeguarci alla nuova situazione.
Siamo convinti che sia ormai giunto il momento per una maturazione del CSV, per un cambiamento delle sue funzioni…ormai siamo cresciuti e lo sono anche le associazioni del vercellese…cambiano i bisogni, le esigenze e il CSV di Vercelli deve cambiare di conseguenza per stare al passo, per saper rispondere a questi nuovi bisogni...deve diventare più moderno e orientarsi alla qualità…è per questo che per noi la crisi deve trasformarsi in opportunità…sarà il nostro motto..e ci crediamo molto…
Allora, vediamo un po’ quali saranno i punti chiavi di questo cambiamento…
In sostanza abbiamo individuato alcuni punti chiave per affrontare la situazione.
Prima di tutto, vogliamo mantenere i servizi di base, fondamentali per la vita delle Odv. Ma vogliamo anche renderli più efficienti, di più alto livello. Le associazioni saranno coinvolte in prima persona nell’erogazione dei servizi che diventeranno più efficaci e, quindi, meno costosi.
Poi, vogliamo puntare con forza sulla promozione del volontariato, migliorando la qualità delle associazioni…
Vogliamo che il CSV di Vercelli sia fautore della cultura della solidarietà, che si impegni in prima persona nella promozione delle attività di volontariato e nella ricerca di nuovi volontari.
Organizzeremo insieme alle O.d.V. eventi, attività, convegni, progetti…in modo da realizzare insieme le tante idee dei volontari, per soddisfare i bisogni della collettività e investire nella qualificazione del volontariato.
Non sarà un’impresa facile…come intendete agire?
La parola chiave sarà la rete…privilegeremo la collaborazione tra le associazioni, affinché si mettano insieme le competenze e le capacità e si distribuiscano meglio gli oneri e le problematiche… la rete sarà fondamentale e garantirà anche economie di spesa.
Fare rete, operare insieme comporta avere più forza, più efficacia, più visibilità, maggiore capacità di arrivare ad un target il più ampio possibile e una maggiore forza di contrattazione con gli enti esterni e le istituzioni. È quindi un elemento chiave per la crescita e la maturazione delle Associazioni del nostro territorio.
Quale sarà il terzo punto?
Il terzo sarà il nostro punto di forza, l’idea chiave che dovrà motivare il CSV per questi prossimi tre anni.
Il nostro obiettivo sarà puntare sull’idea e sulla creazione di un cittadino responsabile, con spiccato senso critico e civico, un cittadino inserito nel territorio, consapevole, attivo ed impegnato. Avere una coscienza critica ed essere cittadini responsabili è la base per diventare volontari, è la motivazione, il terreno su cui una campagna per aumentare ed ampliare il volontariato può attecchire.
E questo è fondamentale per quello che noi definiamo il “Futuro del Volontariato”. Se bloccassimo ad oggi l’evoluzione del volontariato, nel giro di 10 anni i volontari sarebbero ridotti al minimo. Manca il ricambio generazionale e spesso le associazioni sono chiuse in se stesse, non evolvono…
Vogliamo scongiurare questo pericolo e, promuovendo il volontariato, arruolare nuove forze, ampliare al massimo la platea dei soggetti che potranno dedicarsi al volontariato.
Quindi puntare ai giovani, ma non solo…e creare progetti specifici per ogni categoria di possibile fruitore finale.
Questi sono gli obiettivi…e gli strumenti?
Per realizzare questi nostri ambizioni progetti, abbiamo deciso di puntare su due elementi per noi fondamentali: la comunicazione e la formazione.
La formazione delle O.d.V. sarà fondamentale per la loro crescita, per arrivare ad un più alto livello qualitativo, per raggiungere un miglior grado di efficacia e per poter accogliere al meglio i nuovi volontari che arriveranno.
Così come la comunicazione sarà certo fondamentale per concretizzare le nostre idee.
Sarà la nostra linea guida per promuovere il volontariato, per realizzare le attività delle associazioni, per sostenere i progetti del CSV e delle O.d.V., per sviluppare al meglio il nostro progetto strategico.
Anche in passato la comunicazione ha avuto un ruolo fondamentale, ma spesso si creavano delle differenze tra l’impegno del CSV e la visibilità esterna ottenuta.
Ad esempio, spesso si sente parlare di volontariato solo in situazioni di emergenza, quando ci sono delle catastrofi, come ad esempio per il terremoto in Abruzzo.
Invece è importante comunicare anche la quotidianità del volontariato, il suo continuo impegno…dobbiamo comunicare anche l’ordinario delle associazioni…che in realtà è qualcosa di straordinario! Per questo la comunicazione dovrà diventare un nostro punto di forza, sia per quanto riguarda la promozione delle attività delle associazioni, sia per quanto riguarda la comunicazione istituzionale del nostro centro.
A proposito di comunicazione, secondo lei, dall’esterno come viene visto il volontariato?
Purtroppo in molti casi il volontariato viene visto come qualcosa di anacronistico o di lontano da noi e sono questi gli stereotipi che vogliamo combattere.
Chi non lo fa pensa che il volontariato sia qualcosa che non lo riguardi, che fa qualcun altro...ma questo non è vero…Così il nostro obiettivo primario sarà quello di creare un cittadino solidale, conscio dell’importanza dell’impegno e dell’essere attivi nella società.
Troppo spesso chi non è volontario tende a delegare…nel senso che quando capita qualcosa pensa di non doversene occupare perché ci pensano già gli altri: le istituzioni, le forze dell’ordine, i volontari appunto..ma in realtà ognuno ha il dovere di impegnarsi in prima persona, di portare il suo contributo e di darsi da fare… e se riusciremo in questo nostro intento avremo fatto davvero molto per il futuro del volontariato.
Da questi vostri progetti si deduce che si chiederà molto alle O.d.V…
Certo, chiediamo loro di mettersi in gioco, di imparare a fare rete, di impegnarsi nella formazione….in fondo, è ovvio che sarebbe più facile non cambiare, restare sempre uguali a se stesse..ma in questo modo si rischierebbe davvero di fallire al propria missione e di morire.
Tra le associazioni si sono creati molti microcosmi, troppe chiusure, è nata una specie di “Sindrome del confine”… Dobbiamo abbattere questi muri, imparare a fare rete, a non competere, a collaborare, creando un patrimonio comune di forze, risorse e competenze.
La competizione può anche essere positiva, quando aiuta a migliorarsi, quando è uno stimolo per la creatività e l’azione, ma non quando diventa una scusa per non agire e per litigare tra simili.
Le O.d.V. dovranno imparare ad agire solo per arrivare al soddisfacimento dei bisogni della collettività, evitando le sovrapposizioni tra associazioni simili, per puntare alla specializzazione.
Il Csv ha ricevuto appoggi in questo momento di crisi?
La crisi richiede proprio di avere risposte coordinate che coinvolgano anche le istituzioni.
Già da tempo, il Co.Ge, il Comitato di Gestione del fondo speciale per il volontariato in Piemonte, ha sollecitato la Regione, i Comuni capoluoghi e le Province a stipulare dei protocolli di intesa con i Centri di Servizio per il Volontariato per gestire al meglio i fondi destinati alle associazioni.
In molte province l’appello è già stato accolto e anche noi a Vercelli abbiamo sollecitato la Regione (che ci ha dato subito un riscontro positivo) e la Provincia da cui attendiamo ancora una risposta…
Qual è, infine, l’augurio per il futuro?
Siamo convinti che il CSV sia già una realtà forte e speriamo resterà tale, svolgendo la sua funzione di presidio dei valori del volontariato…e siamo sicuri che riuscirà a svolgere questo importante compito, insieme agli altri CSV, adeguandosi al mutato contesto economico, grazie alla professionalità e alla competenza degli operatori e alla accorta gestione degli amministratori..
Per visionare i nuovi limiti di servizio del CSV di Vercelli, cliccare qui.
fax 0161/219964 - mail segreteria.vercelli@acsv.it
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