SEI IN: Spazio CSV :: Il Futuro del Volontariato in una intervista al Presidente CSV Vercelli
Nuova intervista ad Antonio Buonocore per parlare insieme di progetti, idee, innovazioni


Ripartiamo da dove ci eravamo lasciati….e allora questa crisi?


Sarò sincero, c’è stato un momento in cui abbiamo rischiato di dover cedere alla situazione critica, ai tagli che si prospettavano… ma non è stato così. Anzi….invece di arrenderci ed adagiarci, abbiamo deciso di guardare avanti, di essere propositivi, di affrontare e contrastare la crisi di petto. Tutto il consiglio unito e gli operatori si sono impegnati al massimo e siamo riusciti a elaborare una strategia per contrastare la crisi.

Una strategia vincente?


Assolutamente sì, in breve abbiamo cominciato a vederne i frutti. L’impegno e lo sforzo sono stati enormi, ma i risultati sono stati senz’altro soddisfacenti.

In cosa consiste la vostra strategia?


In primo luogo, abbiamo cercato il modo per garantire la sopravvivenza del Centro e il mantenimento dei servizi di base, fondamentali per coadiuvare e sostenere l’attività routinaria delle Associazioni di Volontariato della Provincia.
Ma non ci siamo fermati qui… il nostro obiettivo strategico è stato quello di far crescere il Centro, di attuare nuovi progetti, di essere più presenti e attivi, di realizzare nuove iniziative per promuovere e qualificare il volontariato.

Nuovi progetti in tempo di crisi?

Certo. Quando si è in una situazione critica non solo chi arretra è perduto, ma anche chi sta fermo. Chi si ferma non sopravvive. L’unica cosa da fare è andare avanti, investire, progettare, trovare nuove strade, impegnarsi per garantire il futuro e noi siamo andati controcorrente, abbiamo deciso di investire, di intraprendere nuove strade, di realizzare nuovi progetti…


Controcorrente dice, quindi Vercelli è una realtà isolata?

In realtà no. All’inizio la nostra decisione sembrava assurda. In tanti avevano pensato che la soluzione migliore fosse quella di fare tagli, magari licenziare del personale, chiudere sportelli e ridimensionare le sedi, limitare l’intervento dei Centri alla semplice operazione di sostegno. Ma col tempo devo dire che anche altre realtà hanno convenuto che fosse la nostra la strada vincente. Tant’è che di recente anche il CSVNET (il coordinamento nazionale di tutti i Centri di Servizio per il Volontariato) ha dichiarato che questa strategia proiettata al futuro e non alla stasi si rivelerà vincente. E ha suggerito che tutti i Centri di Servizio si muovano in questa direzione, la direzione che noi abbiamo intrapreso esattamente un anno fa.

Ritenete quindi che la crisi sia superata?

La situazione non è facile. I tagli e le riduzioni restano. Ci sono in effetti meno fondi, bisogna essere cauti e si dovranno fare delle scelte su cosa sarà possibile sostenere e cosa no. Non potremo più essere un “bancomat” a cui sempre accedere per ottenere fondi o servizi.
Ma nemmeno lo vogliamo più essere. Non è questa la nostra mission. Vogliamo essere protagonisti nel mondo della solidarietà e dare davvero sostegno concreto alle Associazioni.
Siamo sicuri che potremo superare il momento critico. Infatti, la nostra strategia ci permetterà di arrivare fino al 2012: abbiamo quindi tre anni di vita e operatività garantite, e di questo le Associazioni di Volontariato, e quindi l’intera collettività, potranno solo ricavare benefici. Ma come dicevo, il CSV di Vercelli non starà fermo ad aspettare tempi migliori: continuerà a lavorare per il volontariato. In modo più efficace ed efficiente. Vogliamo investire su progetti importanti, sulla formazione, sulle reti tra associazioni, sulla comunicazione…secondo alcune linee guida ben precise.

Quali, ad esempio?

Promuovere la cittadinanza attiva e la partecipazione. Tutelare i diritti delle persone più deboli. Valutare e controllare le nostre attività ed azioni. Oltretutto, una recente ricerca della Fondazione Zancan (www.fondazionezancan.it) ha proprio individuato questi temi come prioritari per un potenziale sviluppo del volontariato.

Parliamo allora di progetti concreti per il futuro, su cosa state lavorando?


Come dicevo abbiamo intanto voluto garantire i servizi di base, per non togliere un importante punto di appoggio alle Associazioni. Poi abbiamo voluto puntare su due elementi importanti: la formazione (degli operatori e dei volontari) e la comunicazione. Per quanto riguarda la comunicazione abbiamo deciso di sviluppare quella rivolta all’esterno, alla cittadinanza. Vogliamo che il volontariato sia una realtà conosciuta e vissuta da tutti e non destinata solo agli addetti ai lavori.

Nella pratica, quindi, quali iniziative avete individuato per avvicinare la popolazione al volontariato?

In particolare, stiamo lavorando su tre grandi progetti.
Il primo, che possiamo definire il nostro progetto di punta, è la realizzazione di un Atlante delle Associazioni di Volontariato della Provincia di Vercelli. Uno strumento per promuovere le Associazioni e soprattutto per informare ed orientare chi vuole avvicinarsi al volontariato. Nella nostra esperienza abbiamo visto che finora la richiesta di fare volontariato è sempre stato un po’ lasciata al caso, non disponevamo di uno strumento ad hoc per aiutare i nuovi volontari a decidere quale fosse la strada migliore. L’Atlante vuole sopperire a questa situazione. Per realizzarlo abbiamo mandato un questionario di raccolta dati a tutte le Associazioni di Volontariato della Provincia e abbiamo avuto risposta da circa 180. Realizzeremo quindi un importante prodotto da distribuire a chi cerca informazioni sul volontariato del territorio, a chi vuole avvicinarsi ad una associazione ma non sa come comportarsi, per far sì che possa scegliere quella più adatta alle sue peculiarità. Ma non è una semplice operazione di documentazione, in quanto parallelamente realizzeremo un servizio di consulenza ed orientamento per sostenere e seguire fino in fondo i nuovi volontari, aiutarli nella scelta di una Associazione e nell’inserimento.
Un secondo progetto riguarda la costituzione di una Banca dei Talenti.

Di cosa si tratta?

Visto che i mezzi scarseggiano e non possiamo avere fondi per tutto, abbiamo pensato di mettere in rete le risorse disponibili. I volontari (e non solo) hanno grandi capacità, custodiscono dei veri talenti. Il nostro obiettivo è quello di metterli in comune, di realizzare una banca dati in cui i volontari, ma anche i cittadini, condividano quello che sanno fare. In questo modo, in caso di bisogno, un altro volontario o un’associazione potranno conoscere i talenti a disposizione e vedere se possono ottenere un aiuto per i loro progetti. Ad esempio abbiamo volontari che sono anche grafici o esperti di sicurezza o avvocati. Attraverso la Banca dei Talenti potranno mettere in comune la loro professionalità e aiutare, anche senza un grande dispendio di energie, a portare avanti una determinata iniziativa. In questo modo si faciliteranno anche le collaborazioni tra le Associazioni e si avvicinerà ulteriormente il volontariato alla gente. Infatti alcune persone pensano di non poter fare volontariato perché non hanno la possibilità di investire molto tempo o di assicurare una collaborazione duratura e continua nel tempo. In questo modo, invece, potranno essere interpellati al bisogno, anche per piccole attività o consulenze e potranno comunque essere estremamente utili.


E il terzo progetto?


Il terzo progetto riguarda l”Educazione alla cittadinanza” un concetto che ci sta molto a cuore. Prima di essere volontari bisogna essere cittadini responsabili, essere educati alla solidarietà, al rispetto degli altri, alla consapevolezza di quello che ci accade intorno.
Per questo abbiamo deciso di puntare sui giovani, sui ragazzi e di realizzare dei progetti per loro, nelle scuole.
Così, per inizare abbiamo realizzato presso l’Istituto Comprensivo di Tronzano un progetto pilota di educazione al volontariato e alla cittadinanza attiva rivolto agli studenti della scuola media inferiore.
Il progetto ha avuto l’obiettivo di attivare un percorso educativo orientato a sensibilizzare gli studenti su tematiche sociali, per far loro acquisire consapevolezza circa i valori che sono alla base del volontariato e consentirne l’espressione nella vita quotidiana.
Hanno partecipato al progetto le classi II e III delle scuole di Tronzano, San Germano e Bianzè, per un totale di 143 alunni. Gli studenti hanno partecipato a un gioco di ruolo che aveva come finalità il cercare di migliorare la loro scuola in differenti ambiti “utilizzando” il volontariato. Tempo, volontà e collaborazione, risorse quasi dimenticate. E dobbiamo dire che i risultati sono stati molto soddisfacenti, sia in termini di partecipazione, sia per le risposte che abbiamo ottenuto.
Allo stesso tempo, il Centro ha avviato un progetto rivolto ai giovani anche in Valsesia, organizzando degli stage di volontariato in cui coinvolgere ragazzi e studenti.

Come rispondono le Associazioni a queste nuove proposte?


Rispondono molto bene. Certo sono preoccupate per la questione dei tagli, ma speriamo di aver fatto capire che stiamo lavorando per loro e che faremo di tutto per non far risentire loro della crisi. Inoltre, cerchiamo di coinvolgerle il più possibile, di non far mai piovere le novità dall’alto.
Ad esempio stiamo realizzando un Prontuario per la Valutazione dei nostri servizi, per verificare la nostra efficacia ed efficienza, per essere più vicini ai bisogni delle Associazioni e per monitorare le nostre attività. In questo modo cercheremo di essere più in contatto con le necessità delle ODV e rispondere davvero alle loro esigenze.

E le istituzioni?

Da tempo stiamo lavorando per costruire migliori rapporti con i nostri stakeholder istituzionali e non. Il nostro obiettivo è quello di creare un tessuto di relazioni per collaborare al meglio. E speriamo di essere sulla buona strada. Noi crediamo che i nostri punti di riferimento istituzionali cominciano davvero a rendersi conto di quanto sia strategica la nostra azione per i benefici che ne possono ricavare i cittadini singoli e l’intera comunità.

Quindi, sempre al lavoro per sostenere in tutti i modi possibili il volontariato?


Certo, è questa la nostra missione: lavorare per essere al fianco delle Associazioni, per promuovere una vera cultura della solidarietà e per sostenere il Futuro del Volontariato.


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